Tutte le Storie

Dignitas Curae

Natalino Irti

Un lucida e appassionata riflessione sul tema della cura, a firma del professor Natalino Irti. Attraverso parole che invitano il pensiero a sostare e pause che suggeriscono il tempo di una riflessione profonda, si snoda una questione che, a partire da uno spunto etimologico, illumina aspetti normativi, filosofici e in ultima analisi vitali sulla natura di uno dei rapporti umani più delicati e intimi: quello tra medico e malato.
Al centro di questa relazione si staglia il grande tema della libertà. Il malato è libero, capace di esercitare la propria volontà e il proprio diritto a essere informato in maniera adeguata: è poi compito del medico garantire questa libertà e fornire tutti gli strumenti necessari affinché la si impieghi senza vincoli. 
Quello tra medico e paziente è prima di tutto un rapporto tra esseri umani: «la malattia è un uomo malato». Non può esserci «tecnica della terapia» in assenza della «cura del paziente». È qui che scaturisce il tema della «dignità» dell’individuo e del suo personale percorso terapeutico.

La didattica research-based come strumento di formazione e di innovazione

Maria Chiara Carrozza

La Research-based education rappresenta un modello di università basato sulla cosiddetta “competitive excellence” per attrarre e trattenere i migliori talenti e prepararli ad affrontare le sfide attuali.

La ricerca permette di affrontare le domande scientifiche della contemporaneità, studiando e analizzando i fenomeni con tutti gli strumenti a disposizione, in contatto con il mondo della innovazione pubblica e privata e coltivando il metodo e la cultura della “evidenza scientifica”.

Mediante la partecipazione personale ad attività laboratoriali e di simulazione, l'apprendimento si arricchisce e favorisce la capacità di approccio interdisciplinare alla conoscenza.

One Health:
l'approccio integrato per il futuro della salute

Livio Gigliuto

Il concetto di One Health rappresenta un approccio innovativo che vede la salute umana, quella animale e il benessere dell'ambiente perfettamente interconnessi tra loro.

Si tratta infatti di un nuovo modello di umanesimo tecnologico che integra discipline diverse per promuovere un benessere globale attraverso la collaborazione tra sanità, ambiente, istruzione, politica ed economia. Un paradigma che, oggi più che mai, si rivela cruciale per affrontare le sfide future legate alla salute, alla sostenibilità integrale oltre all’evoluzione della medicina con il supporto tecnologico come l’intelligenza artificiale.

One Health non è solo un obiettivo di prevenzione sanitaria: è una visione strategica per garantire la sostenibilità e il benessere collettivo, in linea con l'Agenda 2030.

Educazione e intelligenza artificiale: un futuro da costruire insieme

Giovanni Tridente

L’intelligenza artificiale, per quanto potente, resta pur sempre uno strumento: è nelle mani e nella saggezza degli educatori che può diventare un’alleata preziosa, capace di moltiplicare le possibilità e di dare forma a una società più consapevole, equa e solidale.

Il progresso della conoscenza, d'altronde, richiede sempre una guida esperta e appassionata, capace di leggere e interpretare la complessità del presente, con amore per il proprio lavoro e dedizione al bene comune. La riflessione del professor Giovanni Tridente, Direttore Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce.

Daniele Cassioli: intervista
al campione di sci nautico

Daniele Cassioli

Daniele Cassioli ha trasformato la cecità in una forza motrice per ispirare gli altri, utilizzando lo sport come strumento di crescita e riscatto. Grazie al sostegno della sua famiglia, che ha sempre normalizzato la sua disabilità, ha scoperto nello sci nautico uno spazio di libertà e possibilità, arrivando a vincere 28 titoli mondiali e superando non solo i suoi limiti, ma anche le aspettative degli altri.

Un infortunio lo ha portato a esplorare una nuova strada: quella della formazione e dello storytelling. Attraverso incontri nelle scuole e interventi pubblici, Daniele ha iniziato a condividere la sua storia, rendendosi conto del suo potere trasformativo. Questo percorso lo ha portato a fondare Real Eyes Sport, un’associazione che promuove lo sport tra bambini con disabilità visiva, insegnando loro a superare le barriere con fiducia e determinazione.

Autore di due libri pubblicati da DeAgostini, Daniele affronta temi come resilienza e inclusione, sottolineando il valore dell’errore come opportunità di crescita. Oggi collabora con aziende e istituzioni come il Campus Bio-Medico di Roma per promuovere lo sport come strumento di trasformazione sociale, credendo fermamente che l’inclusione nasca dal cambiamento culturale e dal coraggio di affrontare i limiti con creatività e forza d’animo.

Dalla cura per le parole
alle parole di cura

Giampaolo Ghilardi

La medicina non è solo scienza, è soprattutto cura, un’arte che unisce conoscenza empirica e attenzione al senso più profondo della vita umana.

Sulle orme di Platone e Aristotele, l’articolo approfondisce due prospettive complementari: quella narrativa, che pone al centro la storia di vita e l’unicità di ogni individuo, e quella analitica, radicata nell’osservazione scientifica e nell’analisi dei dati.

Un dialogo tra filosofia e medicina che invita a riscoprire una pratica clinica capace di armonizzare mente e cuore, scienza e umanità.

Alzheimer, obiettivo diagnosi precoce

Beatrice Passarelli

Un ambizioso progetto dedicato alla diagnosi precoce e alla terapia dell’Alzheimer prende forma grazie alla collaborazione tra la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, l’Università Campus-Bio-Medico di Roma e Fondazione Roma. Il Centro integrato per la ricerca e la cura della malattia di Alzheimer, che si distingue per un approccio olistico e multidisciplinare, mira a coniugare ricerca avanzata, diagnosi strumentale d’eccellenza e una gestione clinica personalizzata.

La ricerca preclinica, coordinata dal professor Marcello D’Amelio, si concentrerà sull’identificazione di biomarcatori per una diagnosi tempestiva e su interventi mirati per rallentare la progressione della malattia. Il professor Vincenzo Di Lazzaro, invece, dirigerà le ricerche innovative nell’ambito della diagnosi precoce, utilizzando tecniche non invasive e studiando la connettività cerebrale attraverso la stimolazione magnetica transcranica.

L’integrazione tra ricerca e assistenza, insieme all’adozione di tecnologie all’avanguardia come la Risonanza Magnetica 3 Tesla, garantirà una visione approfondita delle fasi iniziali della malattia. Il progetto, sostenuto da Fondazione Roma, prevede un percorso di cinque anni e punta a creare una sinergia virtuosa tra ricerca di base e applicazione clinica, con l’obiettivo di migliorare la vita dei pazienti e dei loro caregiver.

Ricerca scientifica come forma di amore per l’uomo

Francesco Unali

In un’intervista rivelatrice, Padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione “Fratelli Tutti”, riflette sul legame tra fraternità, responsabilità e ricerca scientifica, in occasione della Giornata Mondiale del Malato. Partendo dall’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco, Occhetta esplora come la responsabilità individuale verso l'altro possa generare una comunità globale improntata alla fraternità. Un tema cruciale, soprattutto in ambito sanitario, dove la domanda fondamentale è: Chi è l’ammalato titolare di diritti?

La ricerca scientifica, secondo Occhetta, diventa una forma di carità, di amore per l’uomo, e rappresenta una via per praticare la fraternità universale attraverso il miglioramento delle cure e l’umanizzazione della medicina. Con l’evolversi delle tecnologie, egli sottolinea l’importanza di non perdere mai di vista l’ascolto empatico del paziente, un aspetto che va oltre la razionalità e che permette di prendersi cura non solo del corpo, ma anche dell’aspetto affettivo e spirituale del malato. La sfida, dunque, è integrare la scienza con l’etica della cura, riconoscendo che la vera medicina non è solo curare la malattia, ma anche rispondere ai bisogni relazionali e umani del paziente, per costruire un mondo più giusto e solidale.

Vincere l’anoressia superando i tabù

Francesco Unali

In un'intensa e personale riflessione, Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera, affronta il tema dei disturbi alimentari nel suo libro Affamati d’amore, in cui con coraggio condivide la sua esperienza di sofferenza. Sarzanini, che ha vissuto in prima persona l'anoressia durante gli anni di giovane giornalista di successo e sportiva, racconta come la malattia l'abbia travolta in modo insidioso, trasformandosi in un’ossessione di autocontrollo e autodistruzione.

Nel descrivere il suo percorso, l'autrice non solo fa luce sulla sua battaglia personale, ma offre anche un messaggio di speranza per chi vive lo stesso dolore, con l’intento di abbattere il silenzio e i tabù che circondano i disturbi alimentari. Il libro si fa voce di denuncia verso un sistema sanitario che ancora non riconosce adeguatamente queste patologie, trattandole come malattie mentali e rendendo più difficile l'accesso a cure adeguate. In un momento storico in cui i disturbi alimentari sono in aumento, specialmente tra i giovani, Sarzanini invita le famiglie e le istituzioni a non aver paura di affrontare questi temi, a supportare chi soffre e a promuovere un’informazione corretta nelle scuole. Con il suo racconto, la giornalista ci ricorda quanto sia cruciale il sostegno familiare e la collaborazione con gli specialisti per intraprendere un percorso di guarigione.

Donne e scienza, un connubio vincente

Martina D'Onofrio

A più di due secoli dalla nomina di Laura Bassi a cattedra in Fisica sperimentale, le donne continuano a compiere passi importanti nel mondo della ricerca scientifica. Nonostante i progressi, con il 46% delle ricercatrici in Italia, le percentuali si riducono nelle aree STEM, dove ancora persiste un divario di genere. Tuttavia, l'Università Campus Bio-Medico di Roma emerge come un modello positivo, essendo tra i dodici atenei italiani con una maggioranza di studentesse iscritte nelle materie scientifiche. Un impegno che si traduce in azioni concrete e culturali per promuovere l’uguaglianza di genere, come sottolineato dalla professoressa Simonetta Filippi.

UCBM sta infatti elaborando un piano strategico triennale per migliorare ulteriormente la parità di genere, attraverso iniziative di welfare aziendale e il monitoraggio delle opportunità. In questo contesto, le donne dell’Ateneo sono protagoniste in vari ambiti: dalle ricercatrici che partecipano a eventi e convegni scientifici, come Loredana Zollo e Marcella Trombetta, alla giovane Daniela Lo Presti, vincitrice del Sensor 2021 Best Ph.D. Thesis Award. E non mancano le studentesse, come Gaia Dobici e Francesca Ronci, che hanno raggiunto finali prestigiose con il loro progetto innovativo SmartPharma. L'Ateneo si conferma quindi un incubatore di talenti femminili, contribuendo in modo decisivo a un futuro scientifico più inclusivo e paritario.

Dalla generatività una nuova visione dell’economia

Francesco Unali

In un mondo segnato dalla globalizzazione e dalle crisi economiche, Leonardo Becchetti propone una visione alternativa dell'economia: un sistema che mette al centro la generatività, cioè la capacità di creare impatti positivi sulle comunità e sull'ambiente. La pandemia, l'inflazione e il conflitto in Ucraina sono solo alcuni degli eventi che stanno spingendo verso una riconsiderazione dei modelli economici esistenti. Secondo Becchetti, per costruire un'economia del benessere, è fondamentale puntare su indicatori di generatività e promuovere pratiche che favoriscano il benessere collettivo.

Un esempio di questa trasformazione è dato dalle comunità energetiche, che permettono una co-produzione di energia rinnovabile, e dalle iniziative di cittadinanza attiva che combinano economia e valori. L'obiettivo è un futuro in cui le economie siano fatte di reti resilienti, in grado di promuovere la sostenibilità sociale e ambientale, e dove l'impulso all'impegno civile e alla cooperazione diventa la vera ricchezza delle democrazie.

Relazioni di valore contro l’incertezza

Francesco Unali

Il sociologo Sergio Belardinelli, docente di Sociologia della Cultura all'Università di Bologna, riflette sulla crisi attuale, definendola un'opportunità per riscoprire il valore delle relazioni e della cura, concetti che la pandemia ha riportato alla luce. <<Viviamo uno spaesamento 'inedito', eppure proprio oggi si può riscoprire la dimensione dell’incertezza. Finché siamo inquieti possiamo stare tranquilli>>, afferma Belardinelli, sottolineando come l'incertezza sia legata alla libertà, un legame che la nostra società, troppo ancorata al controllo, fatica ad accettare. Secondo il sociologo, la cultura individualistica e la crisi del dialogo tra cultura cristiana e laica stanno minando la forza dell'Europa, non solo a livello religioso ma anche politico-culturale.

Per superare questa fase storica, Belardinelli indica che <<chi avrà risorse culturali e relazioni umane di valore>> sarà in grado di affrontare con successo il marasma dei nostri tempi.

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