Educazione e intelligenza artificiale: un futuro da costruire insieme

Giovanni Tridente

03 mar 2025

3 min di lettura

Condividi via

L’intelligenza artificiale, per quanto potente, resta pur sempre uno strumento: è nelle mani e nella saggezza degli educatori che può diventare un’alleata preziosa, capace di moltiplicare le possibilità e di dare forma a una società più consapevole, equa e solidale.

Il progresso della conoscenza, d'altronde, richiede sempre una guida esperta e appassionata, capace di leggere e interpretare la complessità del presente, con amore per il proprio lavoro e dedizione al bene comune. La riflessione del professor Giovanni Tridente, Direttore Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce.

Sono trascorsi esattamente due anni dal lancio pubblico di ChatGPT come sistema di intelligenza artificiale avanzato, basato su reti neurali profonde e progettato per attività umane legate alla comprensione del linguaggio naturale, nonché al riconoscimento di immagini e suoni.

Da allora, l’offerta di applicativi sempre più performanti – sviluppati da aziende consolidate o promettenti startup – si è moltiplicata per intercettare bisogni e necessità nei più svariati ambiti dell’ingegno umano, facendo intravedere anche un futuro florido dal punto di vista finanziario, con l’investimento di ingenti capitali.

Tuttavia, al di là delle dinamiche economiche, queste tecnologie hanno iniziato ad avere un impatto rilevante in settori che fino a poco tempo fa contavano quasi esclusivamente su professionalità specifiche e consolidate.

Con l’arrivo delle cosiddette “macchine pensanti” – termine su cui ci sarebbe da fare qualche precisazione – molte figure professionali si sono trovate ad affrontare un “concorrente” capace di mettere in discussione il loro ruolo, esponendole a significative vulnerabilità. 

Pensiamo, ad esempio, ai settori della tecnologia, dei media, del marketing, della finanza o del diritto, in cui codice, parola e linguaggio ne costituiscono i principali ingranaggi.

Ma c’è un altro terreno in cui queste tecnologie sembrano avere grande margine di azione, ed è quello dell’educazione, un ambito vasto che abbraccia ogni fase della vita, dalla famiglia alla scuola, fino alla formazione continua.

L’intelligenza artificiale generativa è entrata in questo settore con forza, andando a incidere sui principali processi attraverso cui si costruisce e si trasmette conoscenza, si elabora il pensiero e si prepara il futuro degli individui e della società.

Alcuni, con visioni apocalittiche e alquanto frettolose, sostengono che questa “invasione di campo” dell’IA potrebbe decretare la fine del sistema educativo tradizionale.

Secondo tali prospettive, gli studenti, soprattutto i nativi digitali, non avrebbero più bisogno degli insegnanti, considerati addirittura un ostacolo all’interazione creativa con le macchine. Questo approccio, però, è del tutto fuorviante.

L’intelligenza artificiale, con le sue specifiche potenzialità, sta invece generando una nuova domanda nel settore formativo: la necessità di educatori-accompagnatori capaci di interpretare i cambiamenti in atto e di sfruttarli nella preparazione della migliore generazione di domani, dotata di:

  • conoscenza
  • profondità umana (e spirituale) e
  • della capacità di trarre dal progresso tecnologico avanzato anche la soluzione ai mali delle nostre società.

Lo scopo dell’istruzione, infatti, non può e non deve limitarsi al trasferimento di nozioni e contenuti.

Oggi, grazie all’IA generativa e alla tecnologia digitale, l’accesso alla conoscenza è più diffuso che mai, ma ciò rende ancora più centrale il ruolo di chi sappia orientare l’elaborazione critica e creativa di queste informazioni.

Proprio per questo, risulta prioritario individuare quei metodi capaci di alimentare la curiosità e lo spirito critico, che del resto hanno permesso all’umanità di progredire lungo i secoli, trovando strategie di crescita efficaci e armoniche.

Le macchine, da sole, non vanno da nessuna parte. 
E neppure gli individui, isolati, possono raggiungere grandi risultati.

Il progresso della conoscenza richiede sempre una guida esperta e appassionata, capace di leggere e interpretare la complessità del presente, con amore per il proprio lavoro e dedizione al bene comune.

D’altronde l’intelligenza artificiale, per quanto potente, resta pur sempre uno strumento: è nelle mani e nella saggezza degli educatori che può diventare un’alleata preziosa, capace di moltiplicare le possibilità e di dare forma a una società più consapevole, equa e solidale.

Non bisogna temere il cambiamento, ma occorre agire con coraggio e visione, affinché anche l’educazione rimanga il baluardo che tiene uniti progresso e umanità.

Giovanni Tridente

Giovanni Tridente è Direttore di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce e docente di Teoria e pratica dell'argomentazione scritta e Intelligenza Artificiale applicata alla comunicazione presso la Facoltà di Comunicazione Istituzionale dello stesso Ateneo.

È redattore e vaticanista della rivista spagnola OMNES e si interessa della copertura informativa sulla Chiesa e della presenza dei cattolici sui social media.
È presidente dell'Associazione culturale Giuseppe De Carli - Per l'informazione religiosa. Ultimamente sta esplorando il campo delle implicazioni etiche e sociali dell'Intelligenza Artificiale, anche in ambito educativo. È autore di “Anima Digitale. La Chiesa alla prova dell'Intelligenza Artificiale” (Tau, 2022) e, con Fabio Colagrande, di "50 domande & risposte sull'intelligenza artificiale" (ESC, 2024).

Potrebbe interessarti anche

Dignitas Curae

Natalino Irti

Un lucida e appassionata riflessione sul tema della cura, a firma del professor Natalino Irti. Attraverso parole che invitano il pensiero a sostare e pause che suggeriscono il tempo di una riflessione profonda, si snoda una questione che, a partire da uno spunto etimologico, illumina aspetti normativi, filosofici e in ultima analisi vitali sulla natura di uno dei rapporti umani più delicati e intimi: quello tra medico e malato.
Al centro di questa relazione si staglia il grande tema della libertà. Il malato è libero, capace di esercitare la propria volontà e il proprio diritto a essere informato in maniera adeguata: è poi compito del medico garantire questa libertà e fornire tutti gli strumenti necessari affinché la si impieghi senza vincoli. 
Quello tra medico e paziente è prima di tutto un rapporto tra esseri umani: «la malattia è un uomo malato». Non può esserci «tecnica della terapia» in assenza della «cura del paziente». È qui che scaturisce il tema della «dignità» dell’individuo e del suo personale percorso terapeutico.

La didattica research-based come strumento di formazione e di innovazione

Maria Chiara Carrozza

La Research-based education rappresenta un modello di università basato sulla cosiddetta “competitive excellence” per attrarre e trattenere i migliori talenti e prepararli ad affrontare le sfide attuali.

La ricerca permette di affrontare le domande scientifiche della contemporaneità, studiando e analizzando i fenomeni con tutti gli strumenti a disposizione, in contatto con il mondo della innovazione pubblica e privata e coltivando il metodo e la cultura della “evidenza scientifica”.

Mediante la partecipazione personale ad attività laboratoriali e di simulazione, l'apprendimento si arricchisce e favorisce la capacità di approccio interdisciplinare alla conoscenza.

One Health:
l'approccio integrato per il futuro della salute

Livio Gigliuto

Il concetto di One Health rappresenta un approccio innovativo che vede la salute umana, quella animale e il benessere dell'ambiente perfettamente interconnessi tra loro.

Si tratta infatti di un nuovo modello di umanesimo tecnologico che integra discipline diverse per promuovere un benessere globale attraverso la collaborazione tra sanità, ambiente, istruzione, politica ed economia. Un paradigma che, oggi più che mai, si rivela cruciale per affrontare le sfide future legate alla salute, alla sostenibilità integrale oltre all’evoluzione della medicina con il supporto tecnologico come l’intelligenza artificiale.

One Health non è solo un obiettivo di prevenzione sanitaria: è una visione strategica per garantire la sostenibilità e il benessere collettivo, in linea con l'Agenda 2030.

Personalizza la tua esperienza

Iscriviti

Entra in Kaleido Story e non perderti un’esperienza unica ideata apposta per te.

Seleziona i temi di tuo interesse: *

Logo Medicina ed</br>Etica della Vita

Medicina ed
Etica della Vita

Logo Scienza e</br>Tecnologia

Scienza e
Tecnologia

Logo One Health e</br>Sostenibilità

One Health e
Sostenibilità

Logo Formazione</br>e Lavoro

Formazione
e Lavoro

Logo Famiglia</br>e Società

Famiglia
e Società

Logo Sport, Arte</br>e Cultura

Sport, Arte
e Cultura

Logo All Themes

Tutti i temi

Indirizzo Email *

I tuoi temi preferiti in primo piano.

Seleziona i temi che ti interessano e crea un tuo feed con le notizie in evidenza e le storie più belle.

La tua home page, fatta su misura.

Avrai tutto a portata di mano: più leggi Kaleido Story, più riusciremo a darti l’esperienza che cerchi.

Una newsletter per non perderti nulla.

Scegli tu la frequenza, i temi e dicci i tuoi interessi, al resto pensiamo noi, per aggiornarti sulle ultime novità.

Le storie che ami, in un unico posto.

Salva le storie che ti hanno appassionato di più, riguardale quando vuoi e condividile con i tuoi follower.

Creato da

Università Campus Bio-Medico di Roma
Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
Fondazione Alberto Sordi
BioMedical University Foundation
Associazione Amici Campus Bio-Medico Roma ETS
Associazione Campus Bio-Medico
Campus Bio-Medico Spa
Logo

© 2025 Kaleido Story. Tutti i diritti sono riservati.

Titolare del trattamento: Consorzio Campus Bio-Medico S.c.r.l.

Sede legale: Via Alvaro del Portillo, n. 21, 00128, Roma

Partita Iva / Codice Fiscale: 17193741000

Scrivici: info@sccbm.it

Branding, marketing e sviluppo web: Corax Social Media Company