Medicina ed
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Dignitas Curae

Natalino Irti

Un lucida e appassionata riflessione sul tema della cura, a firma del professor Natalino Irti. Attraverso parole che invitano il pensiero a sostare e pause che suggeriscono il tempo di una riflessione profonda, si snoda una questione che, a partire da uno spunto etimologico, illumina aspetti normativi, filosofici e in ultima analisi vitali sulla natura di uno dei rapporti umani più delicati e intimi: quello tra medico e malato.
Al centro di questa relazione si staglia il grande tema della libertà. Il malato è libero, capace di esercitare la propria volontà e il proprio diritto a essere informato in maniera adeguata: è poi compito del medico garantire questa libertà e fornire tutti gli strumenti necessari affinché la si impieghi senza vincoli. 
Quello tra medico e paziente è prima di tutto un rapporto tra esseri umani: «la malattia è un uomo malato». Non può esserci «tecnica della terapia» in assenza della «cura del paziente». È qui che scaturisce il tema della «dignità» dell’individuo e del suo personale percorso terapeutico.

One Health:
l'approccio integrato per il futuro della salute

Livio Gigliuto

Il concetto di One Health rappresenta un approccio innovativo che vede la salute umana, quella animale e il benessere dell'ambiente perfettamente interconnessi tra loro.

Si tratta infatti di un nuovo modello di umanesimo tecnologico che integra discipline diverse per promuovere un benessere globale attraverso la collaborazione tra sanità, ambiente, istruzione, politica ed economia. Un paradigma che, oggi più che mai, si rivela cruciale per affrontare le sfide future legate alla salute, alla sostenibilità integrale oltre all’evoluzione della medicina con il supporto tecnologico come l’intelligenza artificiale.

One Health non è solo un obiettivo di prevenzione sanitaria: è una visione strategica per garantire la sostenibilità e il benessere collettivo, in linea con l'Agenda 2030.

Dalla cura per le parole
alle parole di cura

Giampaolo Ghilardi

La medicina non è solo scienza, è soprattutto cura, un’arte che unisce conoscenza empirica e attenzione al senso più profondo della vita umana.

Sulle orme di Platone e Aristotele, l’articolo approfondisce due prospettive complementari: quella narrativa, che pone al centro la storia di vita e l’unicità di ogni individuo, e quella analitica, radicata nell’osservazione scientifica e nell’analisi dei dati.

Un dialogo tra filosofia e medicina che invita a riscoprire una pratica clinica capace di armonizzare mente e cuore, scienza e umanità.

Alzheimer, obiettivo diagnosi precoce

Beatrice Passarelli

Un ambizioso progetto dedicato alla diagnosi precoce e alla terapia dell’Alzheimer prende forma grazie alla collaborazione tra la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, l’Università Campus-Bio-Medico di Roma e Fondazione Roma. Il Centro integrato per la ricerca e la cura della malattia di Alzheimer, che si distingue per un approccio olistico e multidisciplinare, mira a coniugare ricerca avanzata, diagnosi strumentale d’eccellenza e una gestione clinica personalizzata.

La ricerca preclinica, coordinata dal professor Marcello D’Amelio, si concentrerà sull’identificazione di biomarcatori per una diagnosi tempestiva e su interventi mirati per rallentare la progressione della malattia. Il professor Vincenzo Di Lazzaro, invece, dirigerà le ricerche innovative nell’ambito della diagnosi precoce, utilizzando tecniche non invasive e studiando la connettività cerebrale attraverso la stimolazione magnetica transcranica.

L’integrazione tra ricerca e assistenza, insieme all’adozione di tecnologie all’avanguardia come la Risonanza Magnetica 3 Tesla, garantirà una visione approfondita delle fasi iniziali della malattia. Il progetto, sostenuto da Fondazione Roma, prevede un percorso di cinque anni e punta a creare una sinergia virtuosa tra ricerca di base e applicazione clinica, con l’obiettivo di migliorare la vita dei pazienti e dei loro caregiver.

Ricerca scientifica come forma di amore per l’uomo

Francesco Unali

In un’intervista rivelatrice, Padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione “Fratelli Tutti”, riflette sul legame tra fraternità, responsabilità e ricerca scientifica, in occasione della Giornata Mondiale del Malato. Partendo dall’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco, Occhetta esplora come la responsabilità individuale verso l'altro possa generare una comunità globale improntata alla fraternità. Un tema cruciale, soprattutto in ambito sanitario, dove la domanda fondamentale è: Chi è l’ammalato titolare di diritti?

La ricerca scientifica, secondo Occhetta, diventa una forma di carità, di amore per l’uomo, e rappresenta una via per praticare la fraternità universale attraverso il miglioramento delle cure e l’umanizzazione della medicina. Con l’evolversi delle tecnologie, egli sottolinea l’importanza di non perdere mai di vista l’ascolto empatico del paziente, un aspetto che va oltre la razionalità e che permette di prendersi cura non solo del corpo, ma anche dell’aspetto affettivo e spirituale del malato. La sfida, dunque, è integrare la scienza con l’etica della cura, riconoscendo che la vera medicina non è solo curare la malattia, ma anche rispondere ai bisogni relazionali e umani del paziente, per costruire un mondo più giusto e solidale.

Vincere l’anoressia superando i tabù

Francesco Unali

In un'intensa e personale riflessione, Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera, affronta il tema dei disturbi alimentari nel suo libro Affamati d’amore, in cui con coraggio condivide la sua esperienza di sofferenza. Sarzanini, che ha vissuto in prima persona l'anoressia durante gli anni di giovane giornalista di successo e sportiva, racconta come la malattia l'abbia travolta in modo insidioso, trasformandosi in un’ossessione di autocontrollo e autodistruzione.

Nel descrivere il suo percorso, l'autrice non solo fa luce sulla sua battaglia personale, ma offre anche un messaggio di speranza per chi vive lo stesso dolore, con l’intento di abbattere il silenzio e i tabù che circondano i disturbi alimentari. Il libro si fa voce di denuncia verso un sistema sanitario che ancora non riconosce adeguatamente queste patologie, trattandole come malattie mentali e rendendo più difficile l'accesso a cure adeguate. In un momento storico in cui i disturbi alimentari sono in aumento, specialmente tra i giovani, Sarzanini invita le famiglie e le istituzioni a non aver paura di affrontare questi temi, a supportare chi soffre e a promuovere un’informazione corretta nelle scuole. Con il suo racconto, la giornalista ci ricorda quanto sia cruciale il sostegno familiare e la collaborazione con gli specialisti per intraprendere un percorso di guarigione.

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La didattica research-based come strumento di formazione e di innovazione

Maria Chiara Carrozza

La Research-based education rappresenta un modello di università basato sulla cosiddetta “competitive excellence” per attrarre e trattenere i migliori talenti e prepararli ad affrontare le sfide attuali.

La ricerca permette di affrontare le domande scientifiche della contemporaneità, studiando e analizzando i fenomeni con tutti gli strumenti a disposizione, in contatto con il mondo della innovazione pubblica e privata e coltivando il metodo e la cultura della “evidenza scientifica”.

Mediante la partecipazione personale ad attività laboratoriali e di simulazione, l'apprendimento si arricchisce e favorisce la capacità di approccio interdisciplinare alla conoscenza.

Educazione e intelligenza artificiale: un futuro da costruire insieme

Giovanni Tridente

L’intelligenza artificiale, per quanto potente, resta pur sempre uno strumento: è nelle mani e nella saggezza degli educatori che può diventare un’alleata preziosa, capace di moltiplicare le possibilità e di dare forma a una società più consapevole, equa e solidale.

Il progresso della conoscenza, d'altronde, richiede sempre una guida esperta e appassionata, capace di leggere e interpretare la complessità del presente, con amore per il proprio lavoro e dedizione al bene comune. La riflessione del professor Giovanni Tridente, Direttore Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce.

Daniele Cassioli: intervista
al campione di sci nautico

Daniele Cassioli

Daniele Cassioli ha trasformato la cecità in una forza motrice per ispirare gli altri, utilizzando lo sport come strumento di crescita e riscatto. Grazie al sostegno della sua famiglia, che ha sempre normalizzato la sua disabilità, ha scoperto nello sci nautico uno spazio di libertà e possibilità, arrivando a vincere 28 titoli mondiali e superando non solo i suoi limiti, ma anche le aspettative degli altri.

Un infortunio lo ha portato a esplorare una nuova strada: quella della formazione e dello storytelling. Attraverso incontri nelle scuole e interventi pubblici, Daniele ha iniziato a condividere la sua storia, rendendosi conto del suo potere trasformativo. Questo percorso lo ha portato a fondare Real Eyes Sport, un’associazione che promuove lo sport tra bambini con disabilità visiva, insegnando loro a superare le barriere con fiducia e determinazione.

Autore di due libri pubblicati da DeAgostini, Daniele affronta temi come resilienza e inclusione, sottolineando il valore dell’errore come opportunità di crescita. Oggi collabora con aziende e istituzioni come il Campus Bio-Medico di Roma per promuovere lo sport come strumento di trasformazione sociale, credendo fermamente che l’inclusione nasca dal cambiamento culturale e dal coraggio di affrontare i limiti con creatività e forza d’animo.

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